Chi siamo

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Maria Grazia Giorgino è una libera ricercatrice e studiosa di Simbolismo, Tradizione Iniziatica, Alchimia, Storia Medievale - con particolare riferimento alla storia dei Templari - e Storia del Rinascimento.

Ha pubblicato articoli inerenti su detti temi su riviste di settore, e nel 2016 ha esordito con il suo primo saggio intitolato "Santa Croce Celestiniana. Il Segreto Tramandato", nel quale ha condotto uno studio alchemico-simbolico sulla basilica di Santa Croce a Lecce, evidenziando come il Segreto Iniziatico dell'Arte muratoria nascosto nelle gilde medievali sia stato trasmesso alle corporazioni locali di costruttori durante il Rinascimento.

Nel suo ultimo lavoro letterario, "La Magia del Ninfeo delle Fate", uscito a giugno 2020, l'autrice indaga i segreti di uno dei più bei Ninfei della città di Lecce, il cui grande fascino riemerge, dopo anni di oblio ed abbandono, grazie ai recenti lavori di restauro. Nel 2017 debutta come scrittrice, pubblicando il suo primo lavoro letterario "Santa Croce Celestiniana. Il Segreto Tramandato", frutto delle ricerche su menzionate.

Ed ancora nel 2021 da alla stampa il suo secondo libro dal titolo "La Magia del Ninfeo delle Fate". In questo saggio l'autrice indaga i segreti di uno dei più bei Ninfei della città di Lecce, il cui fascino riemerge, dopo anni di oblio ed abbandono, grazie ai recenti lavori di restauro.

Maria Grazia Giorgino, ha organizzato a Lecce conferenze su Simbolismo, Alchimia, Architettura Sacra, Storia dei Templari e Tradizione Iniziatica.

Attualmente prosegue nei suoi studi, continuando ad effettuare le sue visite guidate presso la Basilica di Santa Croce ed ai monumenti storici, i più rappresentativi del Salento, per svelare con l'aiuto del complesso sistema dei simboli, un po' dei loro segreti.

Il saggio "Santa Croce Celestiniana. Il Segreto Tramandato" di Maria GraziaGiorgino, si propone di verificare se il segreto dell'Arte Muratoria delle corporazioni iniziatiche medievali, costruttrici delle cattedrali gotiche, sia giunto fino al Rinascimento, epoca nella quale si costruisce la Basilica barocca di Santa Croce di Lecce.

«Per i miei studi sono partita da un'affascinante ipotesi - spiega l'autrice - ovvero che le Corporazioni Muratorie, che ormai gli stessi storici riconoscono essere state fondate dai Templari (vedi la più famosa Corporazione I Figli di Salomone) abbiano lasciato in eredità alle future generazioni di Architetti Iniziati la straordinaria "conoscenza" dell'Arte Sacra della Costruzione. Arte che si prefiggeva di edificare dei luoghi che sono la proiezione in terra del paradiso perduto, e che hanno lo scopo di ristabilire questo contatto perso tra Cielo e Terra, tra uomo e Divinità. Come afferma Louis Charpentier, noto studioso francese dello stile Gotico e dei Templari: «l'Architettura è un tutt'uno con l'Alchimia», così ho messo a confronto Santa Croce (XVI sec.) con altre costruzioni famose costruzioni come Castel del Monte (XIII sec.) e Santa Maria di Collemaggio (XIII sec.) trovando molti punti in comune. In particolare la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dell'Aquila, costruita da Celestino V, al cui interno riposano le sue spoglie, è stata ampiamente studiata dalla Dr.ssa Maria Grazia Lopardi. Incrociando le nostre ricerche, rese note sia all'Aquila che a Lecce, è emerso che tra le due costruzioni esiste una profonda somiglianza. In realtà, S. Croce di Lecce è una costruzione barocca sotto cui si celano gli stessi simboli usati nelle cattedrali gotiche al cui interno avvengono 6 straordinari giochi solari, in periodi dell'anno astronomicamente molto significativi. Entrambi gli edifici sacri sono di matrice Celestiniana, e dagli studi condotti dalla ricercatrice aquilana è emersa una storia ignota agli storici, ma supportata da documenti antichi, dove si evince che Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, ebbe uno stretto e misterioso rapporto con l'Ordine del Tempio. E allora, poiché la nostra Santa Croce è stata commissionata dai Celestini, nelle cui fila si nascosero alcuni Templari per sfuggire alla cattura (i Templari all'epoca si nascondevano all'interno dei vari ordini monastici a loro amici), e viste le straordinarie somiglianze tra le due costruzioni, è molto probabile che le antiche Conoscenze dell'Arte Muratoria siano state tramandate anche in epoca Rinascimentale, periodo straordinario di grande fermento e risveglio culturale, nel quale tutte le Scienze e Dottrine Spirituali, compresa l'Alchimia, l'Ermetismo, la Kabbalah, e molto altro, riemersero dalle pieghe del tempo».

Il saggio si compone di 382 pagine con foto tutte a colori (Youcanprint, 2016).

Maria Grazia Giorgino, studiosa e ricercatrice, si occupa di simbolismo, tradizione iniziatica e storia dei Templari. Ha pubblicato articoli inerenti i suddetti temi su riviste di settore. In particolare, ha condotto uno studio alchemico-ermetico sulla Basilica di Santa Croce di Lecce e tali ricerche hanno evidenziato la comunanza e le affinità esistenti tra la Basilica leccese, opera rinascimentale-barocca, e la medioevale Basilica di S. Maria di Collemaggio de L'Aquila, il cui simbolismo alchemico era stato già descritto dai fondamentali studi della dottoressa Maria Grazia Lopardi, nota storica e ricercatrice aquilana, autrice anche di testi sui Templari, sulla figura di Celestino V e sul quadrato magico del Sator. La studiosa leccese ha portato tali coscienze all'attenzione di un ampio pubblico durante le conferenze tenute a l'Aquila in occasione della Perdonanza Celestiniana e a Lecce, presso palazzo Turrisi, dal titolo "Il Segreto tramandato da Santa Maria di Collemaggio dell'Aquila a Santa Croce di Lecce". Da anni Maria Grazia Giorgino organizza a Lecce conferenze su simbolismo, alchimia, architettura sacra, storia dei Templari e tradizione iniziatica."La Magia del Ninfeo delle Fate", questo è il titolo del mio nuovo libro.

Il libro è nato per caso, non ne avevo l'intenzione.

Ma la vita ti stupisce sempre, soprattutto cambia i tuoi piani, facendoti intraprendere strade e sentieri che non immaginavi di poter percorrere.

La scrittura, per me, ma penso per qualsiasi autore, diventa un viaggio verso l'ignoto. Quando scrivi, non sai quale via stai imboccando e quale meta raggiungerai - forse nessuna - , ma fin da subito avverti l'ansia e la tensione di questa nuova sfida.

Scrivere un libro è come affrontare e confrontarsi con parti di te, che quasi si oppongono, che fanno di tutto per farti desistere. Queste parti di te sono come dei guardiani severi che cercano di sbarrarti l'accesso ad un luogo interiore, e a qualcosa che è celato dentro di te.

Tale luogo o cosa non può essere accessibile e conquistata subito, ma necessita di tempo, di un tempo...

Si comincia a scrivere avendo un'idea, ma puntualmente la si abbandona, perché il libro fin da subito acquisisce misteriosamente una sua personalità, a tal punto che non è lo scrittore che lo scrive, ma è lo stesso libro che si serve dello scrittore per essere quello che deve essere; tanto che quando si rileggono alcune pagine, ci si meraviglia per quello che si è scritto, fino a dubitare di essere l'artefice di quell'Opera.

Mi sono recata la prima volta nel Ninfeo, grazie all'invito del Dr. Valentino Nicolì e del mio caro amico Marco Cerra, entrambi responsabili ed artefici dei lavori di restauro della Basilica di Santa Croce. Lì, una volta entrata, mi sono subito sentita accolta dalle Ninfe/Fate.

Il luogo, in protratto abbandono, sottoposto all'usura del tempo e all'incuria dell'uomo, è stato restituito al suo antico splendore; le Ninfe/Fate ancora oggi sono perle preziose incastonate nelle loro nicchie a forma di conchiglia. Varcare la soglia della loro dimora significa entrare in una dimensione onirica, sospesa e leggera, nella quale si coglie il muto linguaggio delle fate che parla al cuore.

Sicuramente sono state loro che hanno fatto nascere in me la volontà di scrivere questo libro.

"La Magia del Ninfeo delle Fate" è un saggio che racconta il luogo attraverso la "Lingua delle Fate", che è quella della natura e dei simboli.

La loro grazia ed il loro mistero sono rimasti intatti, in quanto esse sono i mille e uno volti della Grande Dea.

Ed è per tale motivo che, partendo dalla mitica antenata, ho seguito le loro tracce disseminate nelle tradizioni del mondo, sino ad arrivare al periodo rinascimentale, periodo che vede la realizzazione di Masseria Tagliatelle.

Nel corso del tempo la dea ha cambiato il suo aspetto: Sirena, alata o marina, Drago e Serpente, Ninfa, Musa, Melusina, Strega, Fata.

Per questa costante metamorfosi del femminile, ho intuito che il Ninfeo non poteva essere solo un luogo ameno, ma possedeva tutte le caratteristiche, non solo architettoniche, di un luogo nel quale venivano praticate vere e proprie iniziazioni ai Misteri. Spero che il libro possa aiutare i lettori a vedere con occhi diversi, pieni di meraviglia, un luogo che è diverso da quello che appare.

Il Giardino di Sophia di Maria Grazia Giorgino    Cell.339/7754944 - mail: ilgiardinodisophia@libero.it
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