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La Magia del Ninfeo delle Fate
Se la Natura è uno sfondo immutabile, con le sue leggi eterne, alle quali anche gli Dèi devono sottostare, esistono dei siti - costruiti a modello ed immagine di essa - ove l'afflato della Grande Madre anima e pervade gli spazi con la stessa potenza dello Spirito dei luoghi naturali. Questi siti sono i Ninfei, saturi ancora oggi della presenza sacra e misteriosa delle Ninfe che, pur mutando volto nei secoli, sono rimaste custodi e depositarie dei segreti della vita. Il rinascimentale Ninfeo delle Fate di Masseria Tagliatelle è uno dei più bei ninfei presenti nel territorio leccese. Ad accogliere colui che varca la soglia della dimora, sono le sei statue superstiti, delle dodici originali, delle ninfe che, con il loro viso rivolto all'ingresso, invitano ad introdursi, con il corpo e con la mente, in un luogo ove il Tempo è un non Tempo. Il libro propone una visione "altra" dell'uso del Ninfeo, non come luogo ameno, ma come luogo nel quale il "Rito" inerente l'iniziazione ai Misteri, trova un topos perfetto.
Il Segreto Tramandato
Santa Croce Celestiniana. Il Segreto Tramandato di Maria Grazia Giorgino Il saggio " Santa Croce Celestiniana. Il Segreto Tramandato " di Maria Grazia Giorgino , si propone di verificare se il segreto dell'Arte Muratoria delle corporazioni iniziatiche medievali, costruttrici delle cattedrali gotiche, sia giunto fino al Rinascimento, epoca nella quale si costruisce la Basilica barocca di Santa Croce di Lecce. «Per i miei studi sono partita da un'affascinante ipotesi - spiega l'autrice - ovvero che le Corporazioni Muratorie, che ormai gli stessi storici riconoscono essere state fondate dai Templari (vedi la più famosa Corporazione I Figli di Salomone) abbiano lasciato in eredità alle future generazioni di Architetti Iniziati la straordinaria "conoscenza" dell'Arte Sacra della Costruzione. Arte che si prefiggeva di edificare dei luoghi che sono la proiezione in terra del paradiso perduto, e che hanno lo scopo di ristabilire questo contatto perso tra Cielo e Terra, tra uomo e Divinità. Come afferma Louis Charpentier, noto studioso francese dello stile Gotico e dei Templari: «l'Architettura è un tutt'uno con l'Alchimia», così ho messo a confronto Santa Croce (XVI sec.) con altre costruzioni famose costruzioni come Castel del Monte (XIII sec.) e Santa Maria di Collemaggio (XIII sec.) trovando molti punti in comune. In particolare la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dell'Aquila, costruita da CelestinoV, al cui interno riposano le sue spoglie, è stata ampiamente studiata dalla Dr.ssa Maria Grazia Lopardi. Incrociando le nostre ricerche, rese note sia all'Aquila che a Lecce, è emerso che tra le due costruzioni esiste una profonda somiglianza. In realtà, S. Croce di Lecce è una costruzione barocca sotto cui si celano gli stessi simboli usati nelle cattedrali gotiche al cui interno avvengono 6 straordinari giochi solari, in periodi dell'anno astronomicamente molto significativi. Entrambi gli edifici sacri sono di matrice Celestiniana, e dagli studi condotti dalla ricercatrice aquilana è emersa una storia ignota agli storici, ma supportata da documenti antichi, dove si evince che Pietro del Morrone, il futuro CelestinoV, ebbe uno stretto e misterioso rapporto con l'Ordine del Tempio. E allora, poiché la nostra Santa Croce è stata commissionata dai Celestini, nelle cui fila si nascosero alcuni Templari per sfuggire alla cattura (i Templari all'epoca si nascondevano all'interno dei vari ordini monastici a loro amici), e viste le straordinarie somiglianze tra le due costruzioni, è molto probabile che le antiche Conoscenze dell'Arte Muratoria siano state tramandate anche in epoca Rinascimentale, periodo straordinario di grande fermento e risveglio culturale, nel quale tutte le Scienze e Dottrine Spirituali, compresa l'Alchimia, l'Ermetismo, la Kabbalah, e molto altro, riemersero dalle pieghe del tempo». Il saggio si compone di 276 pagine con foto tutte a colori (Youcanprint, 2016).




